Dalle origini, nel 1993

Il sistema di esposizione e conservazione dei fiori fior d'acqua ha origini nel 1993 anno in cui Mara Verbena affermata Fiorista della Repubblica di San Marino decide di rinnovare l'arredamento del suo negozio.

Dopo 10 anni di attività, già stanca di fare quotidianamente il duro lavoro di cambiare l'acqua ai vasi dei fiori recisi tutti i giorni non avendo trovato niente in commercio che potesse aiutarla decide di pensarci da sola. Aveva avuto esperienza negli anni prima come grossista fondando assieme 9 storici amici fioristi “RIMINI FIORI” questo le permise di verificare con mano l'effetto della Cella Frigorifera ai fiori e quindi capì subito che la prima cosa era non chiudere i fiori in un ambiente freddo perchè dopo 3/4 giorni il fiore inevitabilmente si “cuoce dal freddo” rimaneva però il grande vantaggio che a 5/7 gradi i batteri dell'acqua non proliferano e quindi non ci sono marciumi e i fiori bevono bene.

Di qui l'idea di creare un espositore aperto con tanta acqua mantenuta costantemente a 6 gradi, a questo ha aggiunto l'importanza dell'ossigenazione (un detto dice che l'acqua che fa sette salti si può bere) e quindi pensò che una cascata d'acqua all'interno avrebbe avuto un doppio vantaggio 1° ossigenava e quindi manteneva l'Acqua viva, 2° si otteneva un bell'effetto scenico. Di qui l'aiuto dell'amico geometra Beppe Muscioni padre dell'oggi famosissimo archistar Enrico Muscioni...!che progettando il nuovo arredamento di Fior di Verbena pensò che la giusta forma erano delle botti tagliate che ravvicinate creavano la cascata d'acqua.
Di lì l'affannosa ricerca di chi costruisce botti fino ad arrivare a Gattolino di Cesena dove c'e' uno degli forse ultimi artigiani che costruivano botti in legno, il bottaio decide di costruire le botti un po' strane richieste e le indica la Staff un'azienda riminese che nelle sue botti crea degli impianti raffreddanti per il vino… Di qui all'incontro con il più geniale personaggio del territorio italiano per la frigoria: Federico Pellanda, il quale prende in simpatia la richiesta e comincia a studiare e realizzare l'impianto interno che permise da subito di avere un ottimo risultato sia di conservazione che di effetto estetico. A questo punto arriva la decisione di brevettare quest' idea. origini-1993 Viene presentato all'inaugurazione del rinnovo locali di Fior di Verbena nel novembre 1993 dove assieme alla mostra dei bonsai di RED CANZIAN comincia a dare sempre più conferma del suo grande funzionamento.

Infatti Mara verificò nel giro di pochi mesi la grande efficacia di quello che aveva creato, i fiori si aprivano più piano e si aprivano bene, le foglie non ingiallivano, il gambo delle gerbere era sempre fresco e turgido, le rose non piegavano più la testa.

A questo punto era molto soddisfatta del risultato, soprattutto aveva ottenuto di non cambiare più l'acqua tutti i giorni ma solamente ogni 15, oltre a questo durando di più il fiore aveva più tempo per venderli in negozio e questo era un vantaggio incredibile. Dopo un anno di utilizzo decide di dare, oltre al suo parere tecnico, anche un parere scientifico e fa analizzare al Laboratorio Microbiologico del Servizio Igiene Ambientale della Repubblica di San Marino l'acqua contenuta nelle sue vasche che nel frattempo presero il nome di FIOR D' ACQUA, e l'acqua di un vaso normale a temperatura ambiente, i risultati confermarono l'utilità della bassa temperatura di 6 gradi che bloccando la crescita dei batteri permette al fiore di idratarsi e quindi durare di più, in più l'analisi dell'ossigeno contenuto nell'acqua conferma la validità della cascata.

Nel frattempo diversi fioristi italiani cominciarono a dare ragione a Mara acquistando le sue vasche che cominciò a commercializzare facendole conoscere in giro per l'Italia.

Nel frattempo arrivano nuovi modelli e nel 1998 si aggiunge al sistema anche un filtro a raggi ultravioletti per ottenere ancora l'acqua più pulita e permettere di cambiarla dopo 30 giorni, di qui un ulteriore analisi ufficiale per confermare scientificamente il risultato.

Nel 2000 una vasca di Fior d'Acqua rimane per tutta l'estate sotto le ricerche della professoressa Marisa Di Matteo docente dell'università di Salerno Dipartimento di ingegneria chimica e alimentare, la quale conferma ancora di più l'efficacia del sistema facendo svariate prove anche con l'utilizzo di un conservante da loro studiato L'almasir.
Questo importante percorso ha permesso di concretizzare un prodotto che a 16 anni dalla sua invenzione e' in assoluto unico e primo sul mercato internazionale, con qualche vano tentativo di imitazione che ha solo prodotto clienti insoddisfatti e “truffati”.

A tutt'oggi l'industrializzazione di Fior d'acqua ha fatto grandi passi e fra i tanti modelli sia tecnici che di Design chiunque trova il più adatto, trovando in questo grande risultato e soddisfazione.